Dasypus novemcinctus
Dasypus novemcinctus
L’armadio a nove fasce (Dasypus novemcinctus), noto anche come armadio comune, armadio dal muso lungo o armadio nordamericano, è un mammifero placentali della famiglia dei Dasypodidae. È il più diffuso tra i dieci generi di armadilli e si distingue per la sua corazza rigida composta da nove fascie mobili di scaglie ossee, che conferiscono al nome scientifico "novemcinctus", ovvero "nove cinture". Questo animale è caratterizzato da una struttura corporea particolare, con un corpo allungato, zampe anteriori robuste adatte alla scavazione e un muso lungo e sottile. Il suo habitat naturale spazia dai boschi aperti alle praterie, dai deserti aridi ai territori agricoli, principalmente in regioni tropicali e subtropicali dell’America del Sud, Centrale e Nord. La specie è nota per la sua resistenza agli ambienti variabili e per la capacità di adattarsi a diversi tipi di paesaggi, rendendola uno dei mammiferi più ampiamente distribuiti nel continente americano.
Il nome scientifico Dasypus novemcinctus deriva dal latino e dal greco antico. Il termine Dasypus proviene dal greco dasys (δασύς), che significa "peloso" o "coperto di peli", e pous (πούς), che indica "piede". Insieme, indicano un animale con zampe pelose o coperte di peli, riferendosi alla densa pelliccia che ricopre le parti non protette dalla corazza. Il secondo termine, novemcinctus, è formato da novem, che significa "nove", e cinctus, che significa "cinghia" o "fascia". Pertanto, il nome completo significa "quello con nove cinture", un riferimento diretto alla caratteristica struttura della corazza, formata da nove anelli mobili di scaglie ossee che circondano il tronco. Questa denominazione fu introdotta dal naturalista svizzero Johann Christian Daniel von Schreber nel 1775, basandosi su osservazioni di esemplari raccolti in Sudamerica. Il nome riflette l'attenzione degli studiosi dell’epoca verso la morfologia anatomica e la classificazione sistematica degli animali, specialmente in un periodo in cui la zoologia stava acquisendo metodologie scientifiche rigorose. L’uso del latino era standard per la nomenclatura biologica all’epoca, garantendo universalità e precisione. Il nome Dasypus novemcinctus è stato mantenuto nel tempo grazie alla stabilità tassonomica della specie, sebbene alcune variazioni locali siano state studiate in passato, senza portare a cambiamenti sostanziali nella classificazione. Oggi, il nome rimane un punto di riferimento fondamentale per la ricerca e la comunicazione scientifica internazionale sulle specie di armadilli.
L’armadio a nove fasce presenta un corpo snello e allungato, con una lunghezza media che varia da 40 a 60 cm, escluso la coda, che può raggiungere ulteriori 20-30 cm. Il peso adulto oscilla tra 3 e 7 kg, con esemplari maschi generalmente più pesanti rispetto alle femmine. La testa è allungata e sottile, con un muso protruso e sensibile, dotato di narici larghe e occhi piccoli ma ben sviluppati, posizionati lateralmente per una visione periferica efficace. Gli orecchi sono relativamente grandi e mobili, utili per captare suoni deboli provenienti dal terreno o dal sottobosco. La caratteristica più distintiva è la corazza dorsale, composta da scaglie ossee connesse da tessuto elastico, formando nove fasce mobili che si estendono dal collo al dorso e fino alla base della coda. Queste scaglie, ricoperte da una pelliccia corta e ruvida, offrono protezione contro predatori e agenti meccanici. Le scaglie delle zone laterali sono più flessibili, permettendo movimenti agili durante la corsa o la scavazione. I membri anteriori sono potenti e terminano in artigli lunghi e affilati, ideali per scavare buche nel terreno in cerca di cibo o per creare rifugi. Le zampe posteriori sono più sottili e meno sviluppate, adatte al movimento piuttosto che alla forza. Il colore della corazza è solitamente marrone chiaro o grigio, con tonalità più scure sulle scaglie centrali. La pelliccia sotto la corazza è più chiara e densa, fornendo isolamento termico. Un altro aspetto peculiare è la presenza di un sottile strato di pelle morbida e poco pelosa sul ventre, che offre protezione ma non è completamente coperta da scaglie. La coda è cilindrica e leggermente appuntita, con scaglie disposte in anelli concentrici. L’animale può rotolarsi su se stesso in modo limitato, ma non con la stessa efficienza degli altri armadilli, come il Dasypus bellus, a causa della struttura delle fasce. Tuttavia, la corazza offre una protezione significativa contro attacchi di predatori come coyote, faine o rapaci notturni.
L’armadio a nove fasce possiede una serie di adattamenti fisiologici e comportamentali unici che gli consentono di sopravvivere in ambienti estremi e variabili. Tra le sue caratteristiche più sorprendenti vi è il fenomeno della gestazione ritardata o embriocisti, un processo riproduttivo raro tra i mammiferi. Dopo la fecondazione, l’uovo fertilizzato si divide in embrione, ma rimane in uno stato di sospensione metabolica (blastocisto) per diverse settimane o mesi prima di impiantarsi nell’utero. Questo meccanismo permette alla femmina di sincronizzare la nascita dei cuccioli con condizioni ambientali ottimali, come l’arrivo della stagione calda e l’abbondanza di cibo. La gestazione totale dura circa 140-150 giorni, ma la fase attiva di sviluppo in utero è molto breve. Tale strategia evolutiva aumenta le probabilità di sopravvivenza della prole in ambienti dove le risorse possono essere instabili. Dal punto di vista fisiologico, l’armadio a nove fasce ha un metabolismo relativamente lento, con una temperatura corporea che si mantiene intorno ai 34-35°C, inferiore rispetto alla maggior parte dei mammiferi. Questo lo rende più suscettibile al freddo, motivo per cui tende a ridurre l’attività nei periodi invernali o nelle aree con clima rigido. Per compensare, sviluppa un’alta tolleranza al caldo e può regolare la perdita di acqua attraverso meccanismi efficienti di riutilizzo dell’umidità interna. Il sistema respiratorio è altamente efficiente, con polmoni che permettono un’ossigenazione adeguata durante attività prolungate di scavazione. Il sistema digerente è specializzato per processare insetti, vermi e piccoli invertebrati, con un intestino lungo e un’ampia superficie di assorbimento. Anche il sistema nervoso è adattato a un’ecologia di vita solitaria e vigilante: gli occhi, pur piccoli, hanno una buona sensibilità alla luce, mentre l’olfatto e l’udito sono altamente sviluppati. L’animale è in grado di percepire vibrazioni nel terreno grazie ai sensori presenti nelle zampe e nel muso, facilitando la localizzazione di prede sotterranee. Ha anche una capacità limitata di nuotare, usando la bocca per mantenere la testa fuori dall’acqua come galleggiante. Nonostante la corazza, non è immune a malattie; è noto che può essere ospite di parassiti come zecche e pidocchi, e può trasmettere la leishmaniosi o la tripanosomiasi in alcuni casi. Tuttavia, la sua longevità in natura è stimata tra 8 e 12 anni, con esemplari in cattività che possono vivere oltre 15 anni grazie all’assenza di predatori e alle condizioni controllate.
L’armadio a nove fasce ha una vasta distribuzione geografica che si estende dall’America del Sud all’America del Nord. Nella sua area nativa, è presente in gran parte del Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Peru, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Trinidad e Tobago. Nel Nord America, la specie si trova in gran parte degli Stati Uniti meridionali, inclusi Texas, Louisiana, Mississippi, Alabama, Florida, Georgia, Carolina del Sud, Carolina del Nord e parte dell’Oklahoma e dell’Arkansas. Inoltre, si è esteso negli ultimi decenni fino al sud del Missouri e del Tennessee, segno di un incremento della sua espansione territoriale. Questa migrazione è attribuita a fattori climatici, cambiamenti nell’uso del suolo e all’assenza di predatori naturali in alcune aree. L’armadio a nove fasce non è mai stato presente in Europa, Africa o Asia, e la sua presenza in Nord America è stata documentata solo dopo il XIX secolo. La specie è stata registrata in ambienti montani fino a 1.500 metri di altitudine, ma preferisce zone pianeggianti o collinose. La sua presenza in regioni temperate è limitata durante i periodi più freddi, poiché non tollera temperature inferiori ai -5°C per lunghi periodi. In molti stati del sud degli Stati Uniti, tuttavia, la specie è ormai stabilmente integrata nell’ecosistema locale. La distribuzione attuale è influenzata anche dalle politiche di conservazione, dagli interventi umani e dalle variazioni climatiche, con modelli di migrazione osservati in corrispondenza di eventi meteorologici estremi o cambiamenti nell’habitat.
L’armadio a nove fasce dimora in una grande varietà di ecosistemi, dimostrando una notevole plasticità ecologica. Predilige ambienti aperti o semi-aperti, come praterie, savane, boschi aperti, foreste tropicali e subtropicali, zone di transizione tra foresta e steppa. È frequentemente osservato in aree con suolo argilloso o sabbioso, facilmente scavabile, essenziale per la costruzione di tane. Può vivere in ambienti agricoli, come campi coltivati, vigneti o pascoli, dove trova abbondanza di insetti e piccoli invertebrati. Inoltre, è presente in zone umide marginali, come bordi di fiumi, paludi o zone paludose, dove il terreno è molle e favorevole alla scavazione. L’armadio a nove fasce evita però ambienti troppo densi o umidi, come foreste pluviali dense o zone montuose elevate, dove la vegetazione impedisce il movimento e il terreno è troppo compatto. Preferisce aree con una certa esposizione solare, poiché richiede il calore per regolare la propria temperatura corporea. La presenza di vegetazione bassa o arbusti è utile per nascondersi e proteggersi dai predatori. Temperature medie annuali tra i 15 e i 30°C sono ideali, mentre temperature inferiori a 10°C riducono l’attività e possono indurre un’ibernazione parziale. L’accesso all’acqua non è critico, poiché l’animale estrae gran parte dell’umidità dal cibo, ma è comunque attratto da fonti idriche vicine. La qualità del suolo è fondamentale: deve essere sufficientemente soffice per consentire la scavazione di tane profonde, che servono sia come rifugio che come luogo di riproduzione. La specie è resiliente alle alterazioni causate dall’uomo, come la deforestazione parziale o l’urbanizzazione periferica, purché restino aree con terreni lavorabili e presenza di prede. In alcune aree urbane, si osserva l’adattamento a giardini privati o aree verdi pubbliche, dove trova cibo e riparo.
L’armadio a nove fasce è prevalentemente solitario e notturno, con un ciclo di attività che si concentra nelle ore notturne, soprattutto durante la primavera e l’estate. Durante il giorno, si nasconde in tane profonde, spesso scavate da lui stesso o occupate da altre specie, come talpe o roditori. Le tane possono raggiungere fino a 3 metri di lunghezza e 1 metro di profondità, con ingressi nascosti da vegetazione. L’animale è territorialmente difensivo, specialmente durante la stagione riproduttiva, e tende a marcare il proprio territorio con segni olfattivi prodotti da ghiandole anali e sulla punta della coda. Non forma gruppi stabili, ma occasionalmente si osservano incontri tra individui, soprattutto durante la ricerca di cibo o in aree con abbondanza di risorse. Il comportamento sociale è limitato a brevi interazioni, come segnalazioni visive o olfattive, senza forme di cooperazione o cura parentale post-natale. L’armadio a nove fasce è un eccellente scavatore: utilizza le zampe anteriori con movimenti rapidi e precisi per frantumare il terreno e scoprire insetti, larve e vermi. Quando minacciato, può correre a velocità fino a 10 km/h per brevi tratti, oppure tentare di nascondersi sotto rovi o tronchi caduti. Se non riesce a fuggire, può emettere suoni acuti o vibrare la corazza per spaventare il predatore. È anche capace di saltare brevemente, sollevandosi da terra con un movimento repentino, utile per sfuggire a rapide aggressioni. Durante il periodo di gestazione e allattamento, la femmina diventa più protettiva e reattiva, evitando aree frequentate da altri individui. Il suo senso dell’olfatto è estremamente sviluppato, usato per localizzare prede, identificare partner e riconoscere territori. L’animale è anche sensibile alle vibrazioni del terreno, che percepisce tramite le zampe e il muso, permettendogli di anticipare movimenti di predatori o prede sotterranee. Non entra in letargo, ma riduce notevolmente l’attività in inverno, specialmente in aree settentrionali, quando il cibo scarseggia e le temperature scendono.
La riproduzione dell’armadio a nove fasce è caratterizzata da un ciclo biologico complesso e unico tra i mammiferi. La fecondazione avviene generalmente in primavera o in autunno, in base alla regione, con un picco di accoppiamento tra marzo e luglio. Il maschio, che non partecipa alla cura dei piccoli, si accoppia con una o più femmine, utilizzando segnali olfattivi e vocalizzazioni per attrarre la compagna. Dopo la fecondazione, si verifica il fenomeno della gestazione ritardata o embriocisti: l’ovulo fertilizzato si divide in blastocisto, ma rimane sospeso nell’utero per diverse settimane o mesi, fino a quando le condizioni ambientali sono favorevoli. Questo meccanismo consente alla femmina di ritardare lo sviluppo embrionario fino a quando le risorse alimentari saranno disponibili e le temperature più miti. La fase attiva di crescita intrauterina dura circa 40-50 giorni, seguita da un parto che avviene generalmente tra settembre e novembre. La femmina partorisce solitamente quattro cuccioli, tutti dello stesso sesso (maschi o femmine), un fenomeno noto come gemellità omocromatica. Questo è dovuto al fatto che l’unico uovo fecondato si divide in quattro embrioni identici, un processo chiamato monozygotico. I cuccioli nascono coperti da una pelliccia morbida e con una corazza ancora molle, che si indurisce entro pochi giorni. Sono ciechi e privi di denti, ma iniziano a muoversi già dopo 24 ore. Allattano per circa 4-6 settimane, durante le quali la madre li protegge e li guida in cerca di cibo. A 6 settimane, i cuccioli iniziano a scavare e a mangiare cibi solidi, ma rimangono con la madre fino a 3-4 mesi, quando raggiungono una dimensione sufficiente per vivere autonomamente. La maturità sessuale si raggiunge tra i 12 e i 18 mesi, anche se in alcune popolazioni si osserva una maturità precoce. La durata della vita media in natura è di 8-12 anni, mentre in cattività può superare i 15 anni. La mortalità dei cuccioli è elevata, con fattori come predazione, malattie, incidenti stradali e carestia che ne riducono la sopravvivenza. La riproduzione è ciclica, con una sola generazione ogni anno, a meno che le condizioni siano eccezionalmente favorevoli.
L’armadio a nove fasce è un insettivoro specializzato, con una dieta principalmente basata su insetti, larve, vermi, aracnidi e altri piccoli invertebrati. Il suo muso lungo e sottile, insieme alle zampe anteriori robuste, gli permette di scavare con precisione nel terreno in cerca di prede. Consuma una grande quantità di formiche, termiti, scarafaggi, lumache, grilli e larve di coleotteri. Nei suoi habitat, può consumare fino a 100 grammi di cibo al giorno, concentrando l’attività alimentare durante la notte. Utilizza il muso per sondare il terreno e raccogliere prede, mentre le lingue lunghe e aderenti sono usate per catturarle. Non è un carnivoro aggressivo, ma si nutre di organismi che vivevano sotto la superficie del suolo. In alcune situazioni, può assumere piccole quantità di vegetazione, come frutta caduta, foglie o radici, ma questo rappresenta una percentuale minore della dieta. L’animale è anche un importante disseminatore di semi e controllatore di popolazioni di insetti, contribuendo al bilancio ecologico degli ecosistemi in cui vive. In aree agricole, può avere un ruolo positivo nel ridurre la presenza di insetti nocivi per le colture, anche se in alcuni casi può danneggiare i terreni scavando troppo profondamente. La sua abilità di scavare è così sviluppata che può distruggere piccole aree di terreno, specialmente in giardini o campi coltivati, ma tale comportamento è raramente dannoso a livello ecosistemico. Il consumo di prede sotterranee lo rende un elemento chiave nel ciclo della materia organica, poiché contribuisce alla decomposizione del suolo e alla circolazione degli elementi nutritivi. Non ha bisogno di bere acqua direttamente, poiché estrae l’umidità necessaria dal cibo, un adattamento utile in ambienti aridi.
L’armadio a nove fasce svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi in cui vive, agendo come ingegnere ecologico e regolatore di popolazioni di invertebrati. Grazie alla sua abilità di scavare, crea tane che diventano rifugi per altre specie, come rettili, anfibi, roditori e insetti. Queste tane migliorano la ventilazione del suolo, favoriscono la penetrazione dell’acqua e aumentano la biodiversità locale. Inoltre, il suo comportamento di scavazione contribuisce alla ricombinazione del suolo, promuovendo la decomposizione della materia organica e l’aerazione del terreno. Come insettivoro specializzato, controlla le popolazioni di formiche, termiti e altri invertebrati, prevenendo possibili proliferazioni che potrebbero danneggiare le piante o le colture. In alcune aree agricole, la presenza dell’armadio a nove fasce è considerata benefica per il controllo biologico di insetti nocivi, riducendo la necessità di pesticidi chimici. Tuttavia, in contesti urbani o in terreni coltivati, il suo scavare può causare danni superficiali, come buche nei prati o rovinamento di seminativi, portando a conflitti con gli agricoltori. Dal punto di vista scientifico, la specie è oggetto di studio per la sua unica strategia riproduttiva a gestazione ritardata, che offre informazioni preziose sulle dinamiche evolutive dei mammiferi. Inoltre, la sua resistenza alle malattie infettive e la sua fisiologia unica lo rendono un modello interessante per ricerche in campo medico e veterinario. In alcune culture locali, la carne dell’armadio a nove fasce è consumata come cibo tradizionale, anche se non è una fonte principale di proteine. La sua pelliccia e le scaglie sono raramente utilizzate, ma in passato erano considerate materie prime per artigianato. Complessivamente, la specie ha un valore ecologico, economico e culturale significativo, soprattutto in regioni dove è presente in grande numero.
L’armadio a nove fasce è attualmente classificato come Specie a Rischio Minimo (LC – Least Concern) dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), grazie alla sua ampia distribuzione, alta adattabilità e popolazioni stabili in gran parte del suo areale. Non è soggetto a minacce globali di estinzione. Tuttavia, in alcune regioni locali, può essere minacciato da fattori come la deforestazione, la conversione dell’habitat agricolo, il traffico stradale e la perdita di biodiversità. Gli incidenti stradali rappresentano una delle principali cause di morte, specialmente in aree urbane o lungo strade secondarie dove l’animale attraversa la carreggiata di notte. Inoltre, la caccia illegale per il consumo di carne o per il commercio di parti del corpo, sebbene rara, può influenzare popolazioni isolate. Il cambiamento climatico potrebbe avere effetti a lungo termine, riducendo la disponibilità di habitat adatti in alcune aree settentrionali o aride. Alcune misure di conservazione includono la protezione delle zone naturali, la creazione di corridoi ecologici per facilitare la migrazione e la sensibilizzazione del pubblico sui benefici ecologici dell’animale. Programmi di monitoraggio delle popolazioni sono attivi in alcuni paesi, come in Brasile e negli Stati Uniti, per valutare la salute delle popolazioni. Inoltre, l’integrazione dell’armadio a nove fasce nei piani di gestione degli ecosistemi agricoli e forestali è promossa da enti ambientali. La specie è protetta da leggi nazionali in diversi paesi, anche se il livello di tutela varia. In generale, la sua resilienza e capacità di adattamento lo rendono un modello di successo per la conservazione in ambienti modificati dall’uomo.
L’interazione tra l’armadio a nove fasce e gli esseri umani è generalmente limitata e non ostile. L’animale è timido e tende a fuggire al primo segno di presenza umana, evitando il contatto diretto. Non è aggressivo né pericoloso per l’uomo, anche se può mostrare un comportamento difensivo se disturbato o intrappolato. Non è noto per morsi o ferite gravi, e la sua corazza funge da protezione naturale contro attacchi. Tuttavia, in contesti urbani o periferici, può causare conflitti minori, come la distruzione di prati, giardini o seminativi a causa della scavazione. Questi danni sono spesso limitati a superfici piccole e non costituiscono un problema serio. In alcune aree, la presenza di esemplari in giardini privati o parchi pubblici genera preoccupazione tra i residenti, che possono richiedere interventi di rimozione. Tali azioni devono essere gestite con cautela e rispetto della legge, evitando metodi violenti o crudeli. La specie è considerata innocua per i bambini e gli animali domestici, anche se può spaventare cani o gatti se sorpreso. In caso di incontro, è consigliabile mantenere la distanza e non cercare di toccarlo. In alcune culture locali, l’animale è mangiato come cibo tradizionale, ma questa pratica è rara e non commercializzata su larga scala. In generale, l’armadio a nove fasce è visto come un animale curioso e interessante, spesso osservato con interesse scientifico o fotografico. Non è considerato una minaccia sanitaria diretta, ma può ospitare parassiti come zecche, che potrebbero trasmettere malattie a cani o gatti. Tuttavia, il rischio per l’uomo è molto basso. L’interazione più significativa rimane quella di osservazione e studio, con un crescente interesse per la sua conservazione.
L’armadio a nove fasce ha un ruolo marginale ma presente nella cultura e nella tradizione di alcune comunità dell’America Latina e del Sud degli Stati Uniti. In alcune culture indigene del Brasile e dell’Argentina, l’animale è associato a simboli di protezione, resistenza e saggezza, grazie alla sua corazza e al comportamento cauto. Alcuni gruppi tribali lo considerano un guardiano del terreno, capace di proteggere le terre sacre. In tradizioni popolari, viene talvolta descritto come un animale che “porta fortuna” o che “annuncia pioggia”, basandosi sulla sua presenza in determinati momenti del ciclo stagionale. In alcune aree rurali del sud degli Stati Uniti, l’armadio a nove fasce è conosciuto come “la creatura con la cintura”, e viene spesso citato in racconti folcloristici come un personaggio saggio o misterioso. Inoltre, la sua forma unica ha ispirato immagini artistiche, sculture e disegni in alcune regioni. Tuttavia, non ha un ruolo centrale in mitologie o religioni ufficiali. Negli ultimi decenni, l’animale è diventato un simbolo di biodiversità e adattabilità, spesso utilizzato in campagne educative per promuovere la conservazione della fauna selvatica. In alcuni musei naturalistici e centri didattici, è esposto come rappresentante della fauna tipica del continente americano. Non è mai stato utilizzato in rituali religiosi o pratiche magiche, ma la sua presenza nei racconti orali lo rende un elemento di memoria collettiva in alcune comunità rurali.
L’armadio a nove fasce è soggetto a regolamentazioni diverse a seconda del paese e della regione. In molti Stati del sud degli Stati Uniti, è legalmente cacciato durante una stagione specifica, con limiti sul numero di esemplari autorizzati. La caccia è permessa per motivi di gestione della popolazione, controllo di danni agricoli o per uso alimentare. In Brasile, Colombia e Argentina, la caccia è regolamentata e richiede licenze, con restrizioni su periodo e metodo. In alcuni paesi, come il Messico e l’Ecuador, la specie è protetta e la caccia è vietata. In generale, la caccia non è commerciale su larga scala, ma può avvenire per uso domestico o tradizionale. Le normative prevedono il rispetto di limiti di taglia minima, divieti in periodi di riproduzione e restrizioni in aree protette. In alcune aree, la caccia è autorizzata solo da personale autorizzato, come agenti di conservazione. La specie non è elencata nell’Appendice II della CITES (Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione), quindi non è soggetta a restrizioni internazionali sul commercio. Tuttavia, il commercio di parti o carcasse è regolamentato a livello nazionale. In Italia e in Europa, la specie non è presente in natura e non è oggetto di caccia. In conclusione, il quadro legale è variegato, ma in linea generale la specie gode di una protezione moderata, con attenzione alla sostenibilità delle popolazioni.
L’armadio a nove fasce possiede numerose caratteristiche straordinarie. Uno dei suoi tratti più sorprendenti è la gestazione ritardata, che permette di ritardare lo sviluppo embrionario per mesi, sincronizzando la nascita con le condizioni ottimali. È l’unico mammifero con gemellità omocromatica, dove tutti i cuccioli nascono identici. Ha una capacità di nuotare usando la bocca come galleggiante, un comportamento raro tra i mammiferi. La sua corazza, composta da 9 fasce mobili, non è solida ma flessibile, permettendogli di muoversi con agilità. Può emettere suoni acuti quando è spaventato o minacciato, un segnale di allarme. È incapace di arrampicarsi, ma può saltare brevemente per sfuggire. In alcune aree, si osserva un comportamento migratorio stagionale, spostandosi verso sud in inverno. È sensibile alle vibrazioni del terreno, percependole con le zampe. Ha un senso dell’olfatto altamente sviluppato, superiore a quello di molti altri mammiferi. Non ha glandole mammarie visibili, ma produce latte per nutrire i cuccioli. Inoltre, la sua lunghezza massima di vita in natura è stimata tra 8 e 12 anni, ma in cattività può vivere oltre 15 anni. Infine, è stato osservato che l’animale può rimanere immobile per ore, mimetizzandosi perfettamente nel terreno, un comportamento di difesa naturale.
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Pubblicato: 2 July 14:50

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