Gulo gulo
Gulo gulo
Il ghiottone (Gulo gulo), noto anche come orso-tasso, vielfraß o mangiatutto, è un mammifero carnivoro della famiglia dei Mustelidi, appartenente al genere Gulo. È il più grande rappresentante di questo gruppo in Europa e in Asia settentrionale, con una distribuzione che copre gran parte delle regioni boreali del Vecchio Mondo. Il ghiottone si distingue per la sua robusta struttura corporea, il pelo lungo e ispido, e un comportamento alimentare estremamente versatile, capace di sfruttare una vasta gamma di fonti alimentari. È presente in aree remote e poco popolate, spesso in territori montuosi o forestali, dove può vivere sia in zone subaride che in ambienti alpini. La specie è particolarmente adattata a climi rigidi e presenta un’ampia tolleranza ecologica che le permette di occupare diversi tipi di habitat. Nonostante la sua notevole presenza storica, oggi il ghiottone è raro nella maggior parte delle sue aree originarie, con popolazioni isolate e ridotte.
Il nome scientifico Gulo gulo deriva dal latino antico, dove "gulo" significa "gola" o "ingordigia", alludendo alla sua natura vorace e al suo appetito apparentemente insaziabile. Il termine "gulo" era usato dai romani per indicare un essere avido o goloso, e venne applicato al ghiottone proprio per la sua abitudine di consumare grandi quantità di cibo in breve tempo, spesso fino a esaurire intere carcasse. Il secondo termine "gulo" ripete il primo, creando un’espressione tautologica che enfatizza l’aspetto di ingordigia. Questa doppia ripetizione è un classico esempio di binomiale zoologico che utilizza un termine riflessivo per sottolineare una caratteristica distintiva dell’animale. Il nome comune "ghiottone" nel linguaggio italiano è una traduzione diretta del termine latino, mantenendo il riferimento all’abitudine di mangiare in modo abbondante. In lingua tedesca, viene chiamato Vielfraß, letteralmente "mangiatutto", mentre in alcune culture nordiche è noto come Räv, sebbene tale termine si riferisca più comunemente al volpe. L’uso di "orso-tasso" nell’italiano parlato è un appellativo popolare che evidenzia la sua dimensione imponente rispetto ai mustelidi comuni e il suo aspetto simile a quello di un piccolo orso, pur essendo un carnivoro molto più stretto e flessibile. Il nome scientifico ha mantenuto una forte connessione con il comportamento alimentare del mammifero, ribadendo la sua reputazione di animale altamente opportunistico e resistente.
Il ghiottone è un carnivoro robusto e massiccio, con un corpo largo e muscoloso che lo rende visivamente impressionante. Misura tra 80 e 110 cm di lunghezza totale, includendo una coda di circa 25–35 cm, mentre l'altezza al garrese varia da 50 a 65 cm. I maschi sono significativamente più grandi e pesanti delle femmine: i maschi possono raggiungere un peso compreso tra 15 e 30 kg, con alcuni esemplari eccezionali che superano i 35 kg, mentre le femmine pesano solitamente tra 10 e 20 kg. Il ghiottone possiede zampe potenti e artigli lunghi e robusti, ideali per scavare nel terreno, arrampicarsi su rocce o trascinare prede pesanti. Le zampe anteriori sono particolarmente forti e dotate di movimenti ampi, utilizzati per scavare nidi o frugare tra detriti. Il cranio è massiccio e alto, con un muso robusto e una mandibola poderosa, attrezzata per masticare ossa e carne densa. I denti sono sviluppati in modo estremo: gli incisivi sono grandi e affilati, mentre i canini sono lunghi e penetranti, e i molari sono progettati per triturare ossa e cartilagini, un adattamento chiave per la sua dieta onnivora e scavatrice. Il pelo è lungo, ispido e folto, con peli dorsali di colore bruno-rossastro o grigiastro, tendente al nero nelle parti posteriori e sulle zampe. Il ventre è generalmente più chiaro, con tonalità beige o bianco-grigiastro. Durante l’inverno, il mantello diventa ancora più denso e resistente alle temperature estreme, fornendo isolamento termico ottimale. Le orecchie sono piccole e arrotondate, posizionate lateralmente sul capo, e gli occhi sono relativamente piccoli ma ben sviluppati per la visione notturna. Il naso è sensibile e mobile, fondamentale per l’olfatto acuto che permette al ghiottone di localizzare cibo a distanza anche in condizioni nevose. L’andatura è pesante e decisa, con un passo ampio e sicuro, tipico di un animale che si muove in terreni accidentati e innevati.
Il ghiottone è un mammifero altamente specializzato, dotato di una serie di adattamenti fisiologici e comportamentali che gli consentono di sopravvivere in ambienti estremi e con risorse alimentari instabili. Tra le caratteristiche più sorprendenti vi è la sua capacità di metabolizzare ossa e cartilagini, grazie a un apparato digerente estremamente efficiente. Il sistema digestivo è progettato per assorbire minerali come calcio e fosforo dalle ossa, un’abilità rara tra i carnivori. Questo gli consente di sfruttare completamente le carcasse di animali morti, anche quelle non commestibili per altri predatori. Il ghiottone possiede un metabolismo che può rallentare significativamente durante periodi di scarsità alimentare, permettendogli di sopravvivere per settimane senza mangiare. Inoltre, è in grado di accumulare grasso corporeo in eccesso durante i periodi di abbondanza, immagazzinando energia sotto forma di adiposità, che poi utilizza durante i mesi invernali. Un altro adattamento cruciale è il suo senso dell’olfatto, tra i più sviluppati tra i carnivoridi: riesce a percepire odori a distanze superiori ai 10 km, grazie a un epitelio olfattivo estremamente ricco di recettori. Questo gli permette di localizzare carcasse di cervi, renne o lupi, anche se sepolte sotto la neve. Il ghiottone è notturno e crepuscolare, con un’attività massima durante la notte e al tramonto, anche se può essere attivo in qualsiasi momento del giorno, specialmente nei periodi di riproduzione o quando cerca cibo. È un animale solitario e territoriale, che segna il proprio dominio con feromoni prodotti da ghiandole anali e urina. Ha una memoria spaziale straordinaria, ricordando con precisione i luoghi dove ha trovato cibo in precedenza, anche dopo mesi. Il sistema nervoso è altamente reattivo, con una sensibilità alle minacce elevata: reagisce rapidamente a rumori insoliti o presenze umane, spesso ritirandosi in rifugi naturali come grotte o tronchi caduti. Il sonno è profondo ma interrotto da frequenti risvegli, durante i quali verifica l’ambiente circostante. La temperatura corporea può variare leggermente in base alle condizioni esterne, ma rimane stabile intorno ai 37–38°C. Il ghiottone possiede una pelle spessa e una circolazione sanguigna efficace che riduce la perdita di calore, ed è in grado di sopportare temperature inferiori ai -40°C. Anche il suo sistema cardiorespiratorio è adattato al freddo, con un cuore efficiente e polmoni capaci di funzionare bene in aria rarefatta e gelida.
Il ghiottone ha una distribuzione geografica ampia ma discontinua, che si estende attraverso le regioni boreali del Vecchio Mondo. È presente in gran parte della Scandinavia (Svezia, Norvegia, Finlandia), in Russia (dalla Siberia occidentale all’estremo oriente), in Mongolia, in parte della Cina settentrionale, in Corea del Nord e in Giappone (soprattutto nell’isola di Hokkaidō). In Europa, la sua presenza è limitata a zone remote e montuose, con popolazioni più stabili in Finlandia, in alcune aree della Russia europea e in Svezia meridionale. In Italia, il ghiottone non è presente in natura da oltre un secolo, ma è stato segnalato occasionalmente in contesti di reintroduzione o in esemplari di cattività. Alcune popolazioni iniziarono a estinguersi negli ultimi decenni del XIX secolo, a causa della caccia e della perdita di habitat, ma recentemente ci sono stati tentativi di reintroduzione in zone come la catena alpina italiana e quella balcanica. Nelle regioni artiche e subartiche, il ghiottone vive in zone con lunghe stagioni invernali e temperature estreme, spesso in prossimità di foreste boreali, tundra e boschi di conifere. Non si trova in zone temperate umide o in ambienti desertici. La sua presenza è strettamente legata alla disponibilità di risorse alimentari, soprattutto carcasse di grandi ungulati, e alla possibilità di trovare rifugi naturali per riprodursi e riposare. Attualmente, la specie è considerata rara o localmente estinta in molte parti del suo antico range, ma è ancora presente in aree protette e in territori remoti dove la pressione umana è bassa.
Il ghiottone prospera in una varietà di ecosistemi boreali e subalpini, preferendo ambienti con vegetazione densa e accesso a risorse naturali. Predilige le foreste di conifere miste o pure, in particolare abeti, pini e betulle, dove può trovare rifugi naturali come tronchi caduti, grotte rocciose o buche sotto radici. Questi rifugi sono fondamentali per la riproduzione, la protezione dai predatori e la conservazione del cibo. È anche presente in aree di tundra, soprattutto nelle regioni aride della Siberia e della Scandinavia, dove si nutre di piccoli mammiferi, uova di uccelli e resti di grandi ungulati. In montagna, si avvicina ai confini della vegetazione alpina, arrivando fino a quote di 2.500 metri, dove può sfruttare i pascoli estivi e le carcasse di renne o caprioli. Il ghiottone richiede ambienti con una certa biodiversità, poiché dipende da una varietà di fonti alimentari, incluse carcasse di animali selvatici, frutti, bacche e insetti. Tuttavia, è meno dipendente dalla presenza di prede vive rispetto ad altri carnivori, poiché è un scavatore e un consumatore di scarti. La presenza di acqua dolce è importante, non solo per bere ma anche per mantenere l’umidità del pelo e per favorire la crescita di piante e insetti che costituiscono parte della sua dieta. Il ghiottone evita le zone urbanizzate e le aree agricole, dove la competizione con l’uomo e la perdita di habitat sono elevate. Preferisce territori con scarsa densità di popolazione umana, dove può muoversi liberamente senza interferenze. Il clima è un fattore determinante: le temperature medie annuali devono essere basse, con inverni lunghi e nevosi, mentre le estati sono brevi ma abbastanza miti da permettere l’attività di ricerca del cibo. La copertura nevosa è utile per nascondere il ghiottone durante la caccia e per proteggerlo dal freddo, ma non deve essere così spessa da impedirgli di scavare. L’accesso a substrati morbidi o porosi, come humus o detriti, è cruciale per scavare nidi o nascondere cibo.
Il ghiottone è un animale solitario e territorialmente dominante, che vive in isolamento per la maggior parte del tempo. Ogni individuo stabilisce un territorio personale che può estendersi da 10 a 50 chilometri quadrati, a seconda della disponibilità di cibo e della densità della popolazione. I confini del territorio vengono segnati con feromoni prodotti da ghiandole anali e urina, e spesso il ghiottone visita regolarmente punti specifici per rinforzare il segnale olfattivo. Non esiste una gerarchia sociale formale, e gli incontri tra individui dello stesso sesso sono rari e spesso conflittuali. Quando due maschi si incontrano, possono combattersi usando zanne, artigli e morsi, ma di solito si evitano grazie all’olfatto. Il ghiottone è principalmente notturno e crepuscolare, con picchi di attività durante la notte e al tramonto, anche se può essere attivo in qualsiasi momento del giorno, specialmente in estate o durante la stagione riproduttiva. È un animale molto curioso e indagatore, che esplora attentamente nuovi oggetti, odori e segni nell’ambiente. Questa curiosità può portarlo vicino a trappole o strutture umane, aumentando il rischio di conflitti. È un eccellente scavatore e arrampicatore: usa le zampe anteriori per frugare nel terreno, scoprire nidi o trascinare prede, e le zampe posteriori per salire su rocce o tronchi. Il ghiottone è anche un ottimo nuotatore, capace di attraversare corsi d’acqua anche gelati. Non costruisce nidi complessi, ma si rifugia in cavità naturali, come grotte, tronchi vuoti o buche sotto radici, dove può dormire, riprodursi o nascondere il cibo. È un animale molto intelligente, con la capacità di risolvere problemi semplici, come aprire contenitori o aggirare ostacoli. Durante i periodi di scarsità, può mostrare comportamenti di “lavoro collettivo” temporaneo, con più individui che si avvicinano a una stessa carcassa, ma senza formare gruppi permanenti. La comunicazione avviene principalmente attraverso segnali olfattivi, vocalizzazioni basse e gesti corporei, come agitare la coda o mostrare i denti.
La riproduzione del ghiottone avviene principalmente tra febbraio e aprile, in corrispondenza della fine dell’inverno. Il ciclo riproduttivo è caratterizzato da una fase di impregnazione ritardata, nota come embryonic diapause, che è una strategia adattativa comune tra molti carnivori arctici. Dopo il concepimento, l’ovulo fecondato non si impianta immediatamente nell’utero, ma rimane in uno stato di sospensione fino a quando le condizioni ambientali non sono favorevoli. Questo ritardo può durare da 6 a 9 mesi, con l’impianto che avviene tipicamente tra settembre e ottobre. La gravidanza effettiva dura circa 30 giorni, dopo i quali nascono i piccoli. Il parto avviene solitamente in un rifugio sicuro, come una grotta o un tronco caduto, dove la femmina rimane isolata per proteggere i piccoli. Il numero di cuccioli varia da 1 a 5, con una media di 2–3. I cuccioli sono nati ciechi, sordi e privi di pelo, con un peso di circa 100–150 grammi. Si sviluppano rapidamente: dopo 2–3 settimane iniziano a vedere e sentire, e a camminare. La madre li allatta per circa 3 mesi, durante i quali li porta con sé in giro per cercare cibo. A 4–5 mesi, i cuccioli iniziano a mangiare cibi solidi, come carne macinata, ossa e frutta, e a imparare le tecniche di caccia e scavatura. A 7–8 mesi raggiungono la dimensione adulta, ma rimangono con la madre fino a 10–12 mesi, quando vengono espulsi dal territorio. Durante questo periodo, il giovane impara a riconoscere i segnali olfattivi, a scavare, a difendersi e a identificare i rischi. La vita media in natura è stimata intorno ai 10 anni, ma alcuni esemplari in cattività hanno vissuto fino a 18 anni. La maturità sessuale si raggiunge intorno ai 2–3 anni, ma gli individui più giovani possono già partecipare a copula, anche se raramente si riproducono. La mortalità dei cuccioli è alta, soprattutto nei primi mesi, a causa di predatori, malattie, carestia o incidenti.
Il ghiottone è un carnivoro opportunista e onnivoro, con una dieta estremamente varia che cambia in base alla stagione, al luogo e alla disponibilità di cibo. È noto per la sua abilità di consumare quasi ogni tipo di materia organica, inclusi ossa, cartilagini, peli, piume e interiora. La sua dieta principale comprende carcasse di grandi ungulati come renne, cervi, caprioli e alci, spesso recuperate da predatori più grandi come lupi o orsi. Il ghiottone è un eccellente scavatore e può smantellare intere carcasse, persino quelle parzialmente congelate, usando le zampe anteriori e i denti potenti. Inoltre, si nutre di piccoli mammiferi (topi, arvicole, scoiattoli), uccelli (uova, pulcini), insetti (formiche, larve), molluschi, funghi, bacche, frutta selvatica e persino erbe. Nei periodi estivi, quando la vegetazione è più abbondante, il consumo di piante aumenta. Il ghiottone è anche un consumatore di cibo umano incontrollato: può rubare provviste da tende, sacchetti di cibo o depositi di caccia, specialmente in aree turistiche o di trekking. Una delle sue peculiarità è la capacità di consumare cibo in eccesso e poi nasconderlo in fossi o sotto la neve per mangiarlo più tardi. Questa abitudine, detta “caching”, è fondamentale per sopravvivere ai periodi di scarsità. È in grado di digerire ossa e tessuti duri grazie a un acido gastrico particolarmente potente e a un intestino lungo e efficiente. Il ghiottone non mastica molto, ma schiaccia il cibo con i molari e lo inghiotte in pezzi grossi. È un animale molto efficiente nel recupero di energia, utilizzando ogni parte del cibo che trova, riducendo drasticamente lo spreco.
Il ghiottone svolge un ruolo ecologico cruciale negli ecosistemi boreali e alpini, fungendo da “pulitore naturale” e contribuendo al riciclo della materia organica. Attraverso il consumo di carcasse di grandi ungulati, elimina residui che altrimenti potrebbero diventare fonti di malattie o attrarre altri predatori. La sua attività di scavatura e disseppellimento di resti favorisce la decomposizione del materiale organico e il ricambio di nutrienti nel suolo. Inoltre, la dispersione di semi contenuti in frutta o bacche mangiate contribuisce alla propagazione delle piante. Il ghiottone influenza anche la dinamica delle popolazioni di piccoli mammiferi, agendo come predatore secondario, ma senza causare danni significativi alle loro popolazioni. È un indicatore di salute degli ecosistemi: la sua presenza indica un ecosistema con una buona biodiversità e una catena alimentare funzionante. Dal punto di vista pratico, il ghiottone è stato storicamente utilizzato per la pelliccia, che è spessa, resistente e di qualità elevata, usata in articoli di abbigliamento tradizionale nelle culture nordiche. Oggi, tuttavia, il valore economico della pelliccia è diminuito, e la specie è protetta in molti paesi. In ambito scientifico, il ghiottone è studiato per le sue capacità digestive uniche, il suo metabolismo adattativo e la sua resilienza in condizioni estreme. Rappresenta un modello per la ricerca sulla conservazione di specie vulnerabili e sulle strategie di sopravvivenza in ambienti estremi. Inoltre, la sua presenza è considerata positiva nei programmi di reintroduzione di fauna selvatica, poiché contribuisce al ripristino della biodiversità.
Il ghiottone è classificato come “Vulnerabile” dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) in alcune regioni, e come “Stabile” in altre, a seconda della popolazione locale. Le principali minacce includono la perdita di Habitat dovuta all’espansione umana, deforestazione, mining e infrastrutture. La caccia illegale e la trappolaggia, anche se regolamentate in molti paesi, continuano a rappresentare una minaccia significativa, soprattutto nelle aree remote. Il cambiamento climatico sta alterando i suoi habitat, riducendo la copertura nevosa e modificando i cicli di disponibilità del cibo. Inoltre, la competizione con predatori più aggressivi, come l’orso bruno o il lupo, e la diffusione di malattie trasmissibili da cani domestici o da altri carnivori, rappresentano ulteriori rischi. Per contrastare questi problemi, sono state implementate diverse misure di conservazione: creazione di aree protette, monitoraggio delle popolazioni, campagne di sensibilizzazione e reintroduzioni mirate. In Svezia, Finlandia e Norvegia, il ghiottone è protetto da leggi nazionali e gode di un alto livello di tutela. Programmi di ricerca e fototrappolaggio sono utilizzati per monitorare le popolazioni e valutare l’efficacia delle politiche di conservazione. In Italia, si stanno studiando progetti di reintroduzione in zone alpine, con l’obiettivo di ripristinare un equilibrio ecologico. La collaborazione internazionale tra paesi del Nord Europa e Russia è fondamentale per garantire la mobilità delle popolazioni transfrontaliere. La conservazione del ghiottone è anche un elemento chiave per la protezione delle foreste boreali e delle catene montuose, che ospitano numerose altre specie.
L’interazione tra ghiottone e umani è generalmente limitata, dato che la specie preferisce vivere in aree remote e poco popolate. Tuttavia, nei luoghi di escursionismo, turismo o attività di caccia, può verificarsi un contatto occasionale. Il ghiottone non è un predatore di persone, e non ha mai attaccato umani in modo deliberato. Tuttavia, può diventare aggressivo se si sente minacciato, se viene disturbato mentre si nutre o se è ferito. È particolarmente attento agli odori di cibo umano, e può avvicinarsi a tende, campeggi o depositi di provviste, causando conflitti. In questi casi, è importante non alimentarlo, evitare di lasciare cibo esposto e usare contenitori resistenti. Il ghiottone può danneggiare attrezzature, rovinare sacchi da letto o distruggere attrezzature da cucina. Per prevenire tali situazioni, si raccomanda di tenere cibo e rifiuti in contenitori sigillati e di seguire le norme di sicurezza nei parchi naturali. In alcune regioni, come la Siberia o la Scandinavia, gli abitanti locali hanno sviluppato pratiche tradizionali per convivere con il ghiottone, come l’uso di recinti per il cibo o l’installazione di sistemi di allarme. La presenza di ghiottone in aree di caccia può causare tensioni con i cacciatori, poiché il ghiottone può consumare carcasse di animali cacciati. Tuttavia, la maggior parte dei cittadini e delle autorità considera il ghiottone un animale prezioso per l’ecosistema, e la sua protezione è una priorità. La comunicazione tra comunità locali, scienziati e autorità è fondamentale per gestire queste interazioni in modo sicuro e sostenibile.
Il ghiottone ha una storia culturale ricca, specialmente nelle tradizioni delle popolazioni nordiche e asiatiche. Nella mitologia samojeda e finnica, il ghiottone è spesso rappresentato come un animale sagace e astuto, capace di superare i nemici con ingegno. In alcune leggende, è descritto come un creatore di equilibrio, che pulisce la terra dalle carcasse e mantiene l’ordine naturale. Tra i popoli dell’Artico, il ghiottone è visto come un simbolo di resistenza e sopravvivenza in condizioni estreme. La sua pelliccia è stata utilizzata per realizzare vestiti tradizionali, specialmente nelle tribù dell’Estremo Oriente russo e della Siberia, dove era apprezzata per la sua qualità isolante. Nel folklore norvegese e svedese, il ghiottone è talvolta associato a figure demoniache o a spiriti della foresta, ma anche a creature protettrici. In alcuni racconti, si narra che il ghiottone possa parlare con gli uomini e offrire consigli, se trattato con rispetto. L’immagine del “mangiatutto” è stata usata metaforicamente in letteratura per descrivere l’avidità o l’ingordigia, ma anche per esprimere la capacità di adattamento e sopravvivenza. Oggi, il ghiottone è un simbolo di conservazione e di natura selvatica incontaminata, spesso utilizzato in campagne ambientaliste e materiali educativi per promuovere la protezione della fauna boreale.
La caccia al ghiottone è regolamentata in molti paesi del Nord Europa e dell’Asia. In Svezia, Norvegia e Finlandia, la caccia è vietata o fortemente limitata, con permessi concessi solo in casi eccezionali e sotto controllo rigoroso. In Russia, la caccia è permessa in alcune regioni, ma soggetta a limiti di quota e a periodi di chiusura. In Giappone, il ghiottone è protetto dallo Stato, e la caccia è proibita. In Italia, non esiste una popolazione selvatica, ma il ghiottone è protetto da leggi nazionali e internazionali, come il Protocollo di Berna e la Direttiva Habitat. La cattura o il commercio di esemplari vivi o parti del corpo sono vietati. Le autorità competenti monitorano le popolazioni e possono autorizzare la cattura solo per scopi scientifici o di conservazione. I permessi di caccia, quando concessi, sono rari e soggetti a rigorosi controlli. La caccia sportiva è considerata inappropriata per questa specie, data la sua vulnerabilità e il suo ruolo ecologico. Le sanzioni per violazioni delle leggi di protezione sono severe, con multe elevate e confische di attrezzature. La cooperazione internazionale tra paesi confinanti è fondamentale per garantire una gestione sostenibile della specie e prevenire il traffico illegale di pellicce o esemplari.
Il ghiottone possiede alcune caratteristiche davvero straordinarie. È uno dei pochi carnivori in grado di digerire ossa intere, estratte minerali come calcio e fosforo, e usarli per costruire il proprio scheletro. Ha un sistema olfattivo così sviluppato che può sentire un odore a distanza di oltre 10 chilometri. È in grado di scavare sotto la neve fino a 1 metro di profondità per raggiungere una carcassa o nascondere cibo. Il suo nome scientifico Gulo gulo è un esempio raro di tautologia biologica, ripetendo lo stesso termine per enfatizzare la sua natura vorace. Il ghiottone può rimanere senza mangiare per settimane, grazie al suo metabolismo lento e alla capacità di utilizzare le riserve di grasso. È un animale molto curioso: si avvicina a oggetti nuovi, come batterie, bottiglie o utensili, spesso per esplorarli con il naso. Non ha un vero “territorio” fisso, ma cambia frequentemente i punti di riposo e di caccia. È stato osservato che il ghiottone può portare cibo a distanze superiori ai 2 km per nasconderlo in luoghi sicuri. Ha una memoria spaziale straordinaria e può ricordare i luoghi dove ha trovato cibo anche dopo mesi. È un animale che può vivere in isolamento per anni senza mostrare segni di stress, dimostrando una grande tolleranza psicologica. Infine, il ghiottone è stato visto che “gioca” con oggetti, come rotoli di carta o pietre, suggerendo un’intelligenza avanzata e una curiosità innata.
Nessun commento
Pubblicato: 2 July 14:50

UH.APP — Rete di social media e applicazione per i cacciatori