Leone di montagna

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Puma concolor

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Puma concolor

Leone di montagna (Coguaro, Pantera americana, Comune Leone di montagna)

Leone di montagna: descrizione, caratteristiche e areale

Il puma concolor, noto anche come leone di montagna, coguaro o pantera americana, è un felide selvatico ampiamente distribuito in Nord e Sud America. È il più grande felide del continente americano dopo il giaguaro e si distingue per la sua eleganza, forza e adattabilità a diversi ambienti. Presente in una vasta gamma di ecosistemi, dal deserto al tundra, dal bosco temperato alla foresta pluviale, il leone di montagna occupa un ruolo chiave come predatore apicale. La sua presenza è fondamentale per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi, controllando le popolazioni di prede come cervi, caprioli e piccoli mammiferi. Nonostante la sua diffusione storica, la specie ha subito riduzioni significative nella sua distribuzione a causa dell’espansione umana, tuttavia rimane una delle specie di carnivori più resilienti del continente.

Etimologia di Puma concolor: origine e significato scientifico

Il nome scientifico Puma concolor deriva dal greco antico e dal latino. Il termine "puma" proviene dal termine quechua pumak, che significa "animale di montagna", utilizzato dai popoli andini per indicare questo felide. Il nome è stato poi adottato nel linguaggio scientifico europeo durante l’esplorazione dell’America meridionale. Il secondo elemento, "concolor", è composto da con- (uguale) e color (colore), e indica che l’animale presenta un’uniformità cromatica: la pelliccia è generalmente grigio-rossastra o bruna, senza macchie o disegni distintivi. Questa caratteristica lo differenzia da molti altri felidi, che presentano striature o motivi pigmentari. L’uso del nome Puma concolor risale al 1777, quando il naturalista svizzero Johann Christian Daniel von Schreber lo descrisse per la prima volta in forma scientifica. Nel corso del tempo, sono stati proposti numerosi sinonimi, tra cui Felis concolor, Felis puma, e Felix couguar, ma il nome attuale è universalmente riconosciuto dalla comunità scientifica. In diverse lingue, il felide è conosciuto con nomi simili: "puma" in spagnolo e portoghese, "cougar" in inglese, "mountain lion" in inglese britannico, e "panthera americana" in italiano. Questi termini riflettono sia la sua morfologia che la sua distribuzione geografica, evidenziando il suo status di animale emblematico del continente americano.

Aspetto di Leone di montagna: dimensioni, peso e caratteristiche strutturali

Il leone di montagna è un felide robusto e slanciato, con un corpo lungo e flessibile che gli consente grandi salti e movimenti agili. Gli esemplari adulti misurano tra 1,8 e 2,5 metri di lunghezza, incluse la coda che può arrivare a un metro di lunghezza. La statura alla spalla varia da 60 a 90 centimetri, mentre il peso oscilla tra i 50 e i 130 chilogrammi, con i maschi solitamente più grandi e pesanti delle femmine. Le femmine tendono a pesare tra i 50 e i 90 kg, mentre i maschi possono raggiungere fino a 130 kg in condizioni ottimali. Il corpo è ben muscoloso, con zampe anteriori potenti e artigli retrattili che vengono estesi solo durante la caccia o l’arrampicata. Le zampe posteriori sono leggermente più lunghe di quelle anteriori, facilitando i balzi verticali di oltre 4 metri. La testa è relativamente piccola rispetto al corpo, con un cranio largo e piatto, occhi grandi e scuri posizionati in avanti per una visione binoculare acuta. Il naso è robusto e munito di narici ampie, ideali per percepire odori a distanza. La pelliccia è folta e ispida, con colori che vanno dal grigio-rosato al bruno dorato, più chiaro sulla parte ventrale e più scuro sulle zampe e sulla coda. La coda è lunga e spessa, con un'apice nero, funzionale come equilibrista durante i salti e le arrampicate. I canini sono lunghi e affilati, utilizzati per uccidere le prede con un morso alla gola o al collo. Le orecchie sono tonde e sensibili, capaci di ruotare autonomamente per localizzare suoni a bassa frequenza. L’intera struttura fisica del puma è progettata per la velocità, l’agilità e la silenziosità, elementi essenziali per un predatore solitario che caccia principalmente di notte o all’alba.

Biologia di Puma concolor: adattamenti, comportamento e fisiologia

Il puma concolor è un mammifero carnivoro altamente specializzato, dotato di una serie di adattamenti fisiologici e comportamentali che gli permettono di prosperare in ambienti estremamente variabili. Fisiologicamente, il suo sistema cardiorespiratorio è particolarmente efficiente: il cuore è grande rispetto al corpo e batte con un ritmo elevato, garantendo un flusso sanguigno rapido necessario per la sprint di caccia. Il metabolismo è altamente efficiente, consentendogli di sopravvivere per lunghi periodi senza mangiare dopo un pasto abbondante. Durante la caccia, il puma può raggiungere velocità massime di circa 80 km/h per brevi tratti, grazie a un sistema muscolare molto sviluppato, specialmente nei quadricipiti e nei glutei. La sua capacità di salto è straordinaria: può superare distanze di oltre 5 metri in orizzontale e altezze di 3-4 metri in verticale, grazie a un forte impulso delle zampe posteriori. Il sistema nervoso è altamente sensibile, con occhi adattati alla visione notturna: le pupille si dilatano notevolmente in condizioni di scarsa illuminazione, permettendo una visione dettagliata anche in penombra. I suoi occhi possiedono una struttura detta "tapetum lucidum", uno strato riflettente alla base della retina che aumenta la sensibilità alla luce. Anche l’udito è eccezionale: le orecchie possono ruotare indipendentemente, captando suoni a distanze superiori ai 200 metri. Il senso dell’olfatto è meno sviluppato rispetto a quello di alcuni altri carnivori, ma è comunque utile per identificare territori, segnali di riproduzione e presenze di altri animali. Il puma è in grado di adattarsi alle temperature estreme: nelle regioni più fredde, come le montagne del Canada o del Patagonia, sviluppa una pelliccia più densa e isola meglio il calore corporeo; nelle zone calde, come il deserto del Sonora, regola meglio la temperatura attraverso l’attività crepuscolare e la ricerca di ombra. Comportamentalmente, è un animale solitario e territoriale, che segna il proprio dominio con urine, feci e graffi su alberi o rocce. Utilizza segnali olfattivi per comunicare con altri esemplari, evitando conflitti diretti. Ha una notevole capacità di apprendimento e adattamento: esemplari in aree urbane mostrano abitudini di caccia più caute e un uso più intelligente dello spazio urbano. Il puma è anche un eccellente arrampicatore: può salire su alberi di grandi dimensioni, spesso per riposare, osservare il territorio o nascondersi. A livello neurologico, possiede un cervello relativamente piccolo ma altamente efficiente, con aree cerebrali dedicate al controllo motorio, alla memoria spaziale e alla percezione sensoriale. Questa combinazione di fattori biologici lo rende uno dei carnivori più versatili e resistenti del pianeta.

Distribuzione di Leone di montagna: areale e regioni naturali

Il leone di montagna ha una delle distribuzioni più ampie tra tutti i felidi del mondo. Originariamente presente in gran parte del continente americano, oggi si trova in un’ampia fascia che va dal sud del Canada, attraverso gli Stati Uniti continentali, fino all’estremo sud del Sudamerica. Nella parte settentrionale, la sua presenza è attestata nel nord della provincia canadese dell’Alberta e del British Columbia, nonché nell’Alaska meridionale. Negli Stati Uniti, è presente in molte regioni occidentali, tra cui California, Nevada, Utah, Colorado, Wyoming, Montana, Idaho e Oregon, nonché in parti del Texas, New Mexico e Arizona. In alcune aree orientali, come il Maine e lo stato di New York, sono state registrate segnalazioni occasionali, ma non si tratta di popolazioni stabili. Nel Sudamerica, il puma è presente in quasi tutti i paesi andini e subtropicali, dall’Argentina settentrionale e la Bolivia, passando per il Perù, il Cile, l’Ecuador, la Colombia, la Venezuela, fino al Brasile meridionale e la Guyana. È assente dalle isole del Caribe e dalle regioni aride del deserto di Atacama. La sua presenza in queste aree è influenzata da fattori come la disponibilità di prede, la copertura vegetativa e la pressione antropica. In alcune zone, come le Ande centrali, vive fino a quote di oltre 5.000 metri, dimostrando una straordinaria tolleranza agli ambienti altitudinali. Tuttavia, la sua distribuzione è stata notevolmente ridotta rispetto al passato: in molti paesi dell’America centrale e del sud, come Guatemala, El Salvador e Nicaragua, la specie è ormai rara o localmente estinta. L’assenza di puma in aree precedentemente abitate, come le praterie del Midwest statunitense o le foreste atlantiche del Brasile, è attribuita principalmente all’eliminazione sistematica da parte degli uomini e alla perdita di habitat.

Habitat di Puma concolor: ecosistemi, paesaggi e condizioni ambientali

Il leone di montagna dimostra un’eccezionale versatilità negli Habitat che occupa, potendo vivere in una straordinaria varietà di ecosistemi. Tra i più comuni ci sono le foreste temperate e boreali, dove la copertura arborea offre protezione e opportunità di caccia. In questi ambienti, predilige aree con una buona densità di alberi, roccaforte e terreni accidentati che facilitano l’approccio silenzioso alle prede. È altrettanto comune nelle montagne e nelle catene alpine, dove può essere trovato a quote elevate, persino sopra i 4.000 metri, come nelle Ande peruviane o nelle montagne del Colorado. In queste zone, si adatta a climi rigidi, nevosi e con forti venti, utilizzando la pelliccia ispida per resistere al freddo. Nelle regioni desertiche, come il deserto del Sonora in Messico o il deserto del Mojave negli Stati Uniti, il puma prospera grazie alla sua capacità di conservare l’acqua e alla caccia durante le ore più fresche del giorno. Si nutre di roditori, serpenti e piccole antilopi, sfruttando le oasi e i ripari rocciosi. È presente anche nelle savane, nelle zone costiere, nei parchi nazionali e nelle aree agricole marginali, dove talvolta interagisce con la fauna domestica. Nei paesi andini, vive in ecosistemi altamente diversificati, dai boschi umidi delle Ande orientali alle punte aride del deserto di Atacama. Il puma richiede aree con accesso a fonti d’acqua, anche se può sopravvivere per lunghi periodi senza bere, ottenendo l’idratazione dal succo delle prede. Predilige ambienti con una buona copertura vegetativa o rocciosa, che gli permettono di nascondersi e sorprendere le prede. La presenza di grandi predatori come il lupo o il coyote può influenzare la sua scelta di habitat, poiché cerca di evitare aree con alta competizione. In generale, il puma si stabilisce in zone con una bassa densità di umanità, ma è in grado di adattarsi a paesaggi modificati, inclusi quelli parzialmente urbanizzati, purché vi sia una sufficiente disponibilità di prede e spazi per muoversi.

Stile di vita di Leone di montagna: comportamento, attività e struttura sociale

Il leone di montagna è un animale solitario per eccellenza, con un’organizzazione sociale basata su territori individuali che non si sovrappongono. Ogni esemplare, maschio o femmina, stabilisce e difende un’area di circa 50 a 400 chilometri quadrati, a seconda della disponibilità di cibo e della densità della popolazione. I maschi tendono ad avere territori più estesi rispetto alle femmine, e spesso si sovrappongono parzialmente a quelli di più femmine. La territorialità è mantenuta attraverso segni chimici, come urine, feci e graffi su alberi o rocce, che servono a comunicare la presenza e lo stato di salute dell’individuo. Il puma è principalmente crepuscolare e notturno, con picchi di attività all’alba e al tramonto, quando le prede sono più attive e la visibilità è migliore per la caccia. Durante il giorno, preferisce riposare in luoghi protetti, come grotte, sotto rocce, o all’interno di spessi cespugli. È un animale estremamente silenzioso: cammina con i piedi coperti di pelo e muove le zampe con precisione, riducendo al minimo rumori. Il comportamento di caccia è strategico: si avvicina lentamente alla preda, spesso utilizzando il terreno accidentato o la vegetazione per nascondersi, poi attacca con un balzo improvviso, colpendo con il morso alla gola o al collo per immobilizzare la preda rapidamente. Non consuma immediatamente il pasto, ma lo copre con foglie o terra per ritornare più tardi, soprattutto se la preda è grande. Durante il periodo di accoppiamento, i maschi possono spostarsi su lunghe distanze per cercare femmine in estro. Il puma è anche un eccellente arrampicatore: sale sugli alberi per riposare, osservare il territorio o nascondere prede. In alcune aree, si è osservato che usa alberi specifici come “punti di osservazione” ricorrenti. Non forma gruppi sociali permanenti, e i rapporti tra individui sono limitati a incontri temporanei durante la riproduzione o per la competizione territoriale. Le interazioni aggressive sono rare, poiché il puma tende a evitare conflitti diretti, preferendo fuggire o minacciare con vocalizzazioni.

Riproduzione di Puma concolor: prole e ciclo vitale

La riproduzione del puma concolor è un processo che avviene senza un ciclo sessuale stagionale rigoroso, anche se la maggior parte dei parti si verifica in primavera e in estate. Le femmine entrano in estro ogni 2-3 settimane durante il periodo riproduttivo, che può durare da febbraio a settembre, a seconda della regione. L’accoppiamento può durare da pochi minuti a diverse ore, ripetendosi per diversi giorni consecutivi. Dopo il concepimento, il periodo di gestazione dura circa 90-105 giorni, con una media di 95 giorni. Le femmine partoriscono solitamente da 2 a 4 cuccioli per volta, anche se possono arrivare a 6 in condizioni favorevoli. I cuccioli nascono ciechi e con i denti ancora non formati, pesando tra i 400 e i 700 grammi. Sono completamente dipendenti dalla madre per i primi mesi di vita. La madre li allatta per circa 2-3 mesi, ma inizia a portare loro piccole prede già dopo un mese. I cuccioli aprono gli occhi tra i 10 e i 14 giorni di età e iniziano a muoversi intorno ai 3 settimane. A 6-8 settimane cominciano a seguire la madre durante le uscite di caccia, imparando le tecniche di caccia e la navigazione nel territorio. La madre li protegge vigorosamente, reagendo aggressivamente a qualsiasi minaccia. I cuccioli restano con la madre per circa 18-24 mesi, durante i quali imparano tutte le abilità necessarie per sopravvivere autonomamente. Durante questo periodo, la madre può portare i cuccioli in luoghi sicuri, come grotte o cavità rocciose. I maschi tendono a emigrare più presto, spesso a distanze superiori ai 100 chilometri, per evitare la competizione con il padre o altri maschi dominanti. Le femmine, invece, tendono a stabilirsi più vicino al territorio materno, ma sempre fuori dai confini del dominio della madre. La maturità sessuale si raggiunge tra i 2 e i 3 anni di età. In cattività, i puma possono vivere fino a 20-25 anni, mentre in natura la longevità media è di 10-12 anni, con alcuni esemplari che superano i 15 anni.

Alimentazione di Leone di montagna: abitudini alimentari e fonti di cibo

Il leone di montagna è un carnivoro opportunista e altamente adattabile nella sua dieta, che varia in base alla disponibilità di prede nell’Habitat. La sua alimentazione principale è costituita da mammiferi medi e grandi, tra cui cervi (come il cervo rosso, il cervo nero e il cervo del deserto), caprioli, gamberi, pecari, conigli selvatici, volpi, e piccoli ungulati. In alcune regioni, come le Ande o il deserto del Sonora, si nutre di roditori, serpenti, uccelli, insetti e persino rettili. In aree con presenza di fauna domestica, può cacciare capre, pecore o bovini, specialmente se le prede selvatiche sono scarse. Il puma è un predatore strategico: sceglie prede più giovani, deboli o isolate, massimizzando il successo della caccia. Non attacca prede troppo grandi, ma si concentra su esemplari che può controllare con un singolo morso alla gola o al collo. Una volta uccisa la preda, la consuma in modo efficiente, mangiando la carne, gli organi interni e le ossa, lasciando solo la pelliccia e le zampe. Spesso copre il cadavere con foglie o terra per ritornare più tardi, soprattutto se il pasto è grande. Non mangia immediatamente, ma può attendere ore o giorni, a seconda della quantità di cibo disponibile. In condizioni di scarsità, può sopravvivere per settimane senza mangiare, grazie al suo metabolismo efficiente. La caccia avviene principalmente di notte o all’alba, quando le prede sono più attive e la visibilità è migliore. Il puma non ha bisogno di bere acqua regolarmente, poiché ottiene idratazione dal succo delle prede. La sua dieta contribuisce al controllo delle popolazioni di erbivori, prevenendo l’eccessiva crescita delle specie e il degrado dell’habitat vegetativo.

Importanza di Puma concolor: ruolo ecologico e rilevanza pratica

Il leone di montagna svolge un ruolo cruciale come predatore apicale negli ecosistemi in cui vive. La sua presenza contribuisce a mantenere un equilibrio naturale tra predator e prede, prevenendo l’overgrazing (pascolo eccessivo) causato da un aumento delle popolazioni di erbivori. Senza il controllo esercitato dal puma, le popolazioni di cervi e caprioli possono crescere in maniera incontrollata, portando a danni alle foreste, alla perdita di biodiversità vegetale e all’erosione del suolo. Inoltre, il puma influenza il comportamento delle prede, inducendole a muoversi più frequentemente e a evitare aree vulnerabili, migliorando così la distribuzione della flora. È un indicatore di salute degli ecosistemi: la presenza di puma in un’area indica generalmente un ecosistema integro e ben collegato. Dal punto di vista pratico, il puma ha un valore culturale, turistico e scientifico. Attraverso il turismo naturalistico, in aree come i parchi nazionali del Colorado o del Parque Nacional Los Glaciares in Argentina, la sua presenza attira visitatori interessati all’osservazione della fauna selvatica. Inoltre, studi su questa specie hanno fornito importanti conoscenze in campo etologico, ecologico e di conservazione. La sua resilienza e adattabilità lo rendono un modello per comprendere come i grandi carnivori possano coesistere con l’uomo in paesaggi modificati. Infine, la sua figura simbolica è importante per le culture indigene, dove viene visto come un animale sacro, guida spirituale o simbolo di forza e libertà.

Conservazione di Leone di montagna: ecologia, minacce e misure

Il leone di montagna è classificato come "Vulnerabile" dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), sebbene in alcune regioni sia considerato "Stabile" o "Preoccupante". Le principali minacce alla sua sopravvivenza includono la perdita e la frammentazione degli habitat, la caccia illegale e la conflittualità con gli umani. L’espansione urbana, l’agricoltura intensiva e la costruzione di infrastrutture stradali riducono drasticamente gli spazi vitali, isolando le popolazioni e ostacolando la migrazione. Questo porta a una maggiore incidenza di incidenti stradali, che rappresentano una delle cause principali di morte per puma in aree come la California. La caccia, anche se legalizzata in alcuni paesi, continua a rappresentare una minaccia, specialmente per i maschi dominanti, che sono più soggetti a maltrattamenti o eliminazioni mirate. Altri fattori includono il cambiamento climatico, che altera gli habitat e le dinamiche delle prede, e la competizione con altre specie invasive. Per contrastare questi problemi, sono state implementate diverse misure di conservazione: la creazione di corridoi ecologici per favorire la connessione tra aree isolate, la protezione di aree protette come parchi nazionali e riserve naturali, e programmi di monitoraggio con telecamere e GPS. Inoltre, campagne educative mirano a informare il pubblico sui comportamenti sicuri e sul valore del puma. Organizzazioni come WWF, Panthera e Wildlife Conservation Society lavorano attivamente per la salvaguardia della specie, promuovendo politiche di gestione sostenibile e collaborazioni con le comunità locali.

Puma concolor e l’uomo: interazioni, sicurezza e conflitti

L’interazione tra puma e umani è generalmente rara e, quando avviene, tende a essere pacifica. Il puma è naturalmente timoroso dell’uomo e tende a fuggire al primo segno di presenza. Tuttavia, in aree con alta densità di popolazione o in contesti di confine tra natura e città, possono verificarsi incontri. Questi si verificano più spesso in zone suburbane, dove il puma può avvicinarsi in cerca di prede domestiche o selvatiche. Il rischio di aggressione è estremamente basso: non esiste alcun dato scientifico che dimostri che il puma attacchi umani in modo sistematico. Quando si verifica un attacco, è solitamente causato da un esemplare malato, ferito o abituato a umani, o da una femmina con cuccioli che si sente minacciata. In caso di incontro, è consigliato mantenere la calma, non correre, guardare fisso l’animale, alzare le braccia e gridare per apparire più grande. Non si deve mai piegarsi o chinarsi, poiché potrebbe essere interpretato come una minaccia. I bambini dovrebbero essere tenuti vicini e protetti. Le autorità raccomandano di non alimentare né avvicinare i puma, né di lasciare cibo all’aperto. Le aree con alto rischio di interazione sono monitorate con telecamere e GPS, e in alcuni casi vengono installati recinti o segnali di avvertimento. La maggior parte dei conflitti può essere evitata con una buona gestione del territorio e un’educazione adeguata della popolazione.

Leone di montagna nella cultura e nella storia: simbolismo e tradizione

Il leone di montagna ha una profonda risonanza culturale e mitologica in molte tradizioni indigene dell’America. Tra i popoli andini, come gli Inca e i Quechua, era venerato come animale sacro, simbolo di forza, libertà e potere spirituale. Era spesso associato a divinità della montagna e della caccia. Nelle tradizioni dei nativi americani, come gli Apache, i Navajo e i Pueblo, il puma era considerato un totem, un guida spirituale e un protettore. Nei miti, veniva descritto come un animale che sapeva muoversi tra i mondi terreno e spirituale. Alcuni tribù utilizzavano il piuma come simbolo di coraggio e astuzia, e in alcune cerimonie rituali si indossavano pelli di puma. In epoca coloniale, il puma era spesso demonizzato dagli europei, che lo vedevano come un mostro da eliminare. Tuttavia, nel corso del XIX e XX secolo, il suo simbolismo è cambiato: oggi è considerato un emblema della natura selvaggia e della libertà. È presente in bandiere, stemmi e loghi di paesi e organizzazioni, come il logo del team sportivo "Colorado Rockies" o il simbolo del parco nazionale di Yosemite. La sua immagine è utilizzata anche in arte contemporanea, letteratura e cinema per rappresentare il conflitto tra uomo e natura.

Caccia e status giuridico di Puma concolor: contesto normativo e di protezione

Il puma è soggetto a regolamentazioni diverse a seconda del paese. In alcuni Stati degli USA, come California, la caccia è vietata, mentre in altri, come Colorado, Wyoming e Montana, è permessa con licenza e limiti stagionali. In Messico, la caccia è regolamentata ma presente in alcune regioni. In Sudamerica, la situazione varia: in Argentina e Brasile, la caccia è autorizzata in determinate condizioni, mentre in paesi come il Cile e il Perù è protetta. In Canada, la caccia è permessa in alcune province, ma con restrizioni severe. La specie è protetta dalla Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione (CITES) nel suo allegato II, che impone controlli sul commercio di pelli, parti o prodotti derivati. Molti paesi hanno introdotto leggi che vietano la cattura o uccisione di puma in aree protette o in caso di conflitto con l’uomo, a meno che non siano un pericolo diretto. Le autorità competenti valutano caso per caso e possono decidere di spostare o sterilizzare esemplari problematici. In generale, la caccia è considerata un mezzo di gestione della popolazione solo in contesti specifici e con obiettivi di conservazione, non di profitto.

Curiosità su Leone di montagna: tratti e comportamenti insoliti

Il leone di montagna possiede numerose caratteristiche straordinarie. È l’unico felide che non produce suoni vocali come i miagolii o i ruggiti, ma emette suoni come grugniti, sibili e ronronii. Ha una coda lunga e flessibile che funge da baricentro durante i salti. Può vedere in condizioni di luce estremamente scarsa, fino a 10 volte meglio di un umano. È in grado di uccidere una preda con un solo morso alla gola, immobilizzandola in pochi secondi. Ha una vista che gli permette di riconoscere un’immagine statica a una distanza di oltre 100 metri. Un puma può correre a 80 km/h per brevi tratti, ma solo per pochi secondi. È un eccellente nuotatore, anche se non lo fa comunemente. Si è osservato che alcuni puma usano alberi specifici come "punti di osservazione" ricorrenti. In alcune aree, si è registrato che si nutre di frutta e vegetali, anche se rimane un carnivoro. È il felide con la più ampia distribuzione geografica in America. Non ha una coda corta, ma una lunga e spessa, con un’apice nero. È l’unico felide che può saltare orizzontalmente per oltre 5 metri.

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Pubblicato: 2 July 14:51

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