Tapirus terrestris
Tapirus terrestris
Il tapire sudamericano (Tapirus terrestris), noto anche come tapire brasiliano, tapire delle pianure o tapire comune, è una specie di mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Tapiridae. È il più grande tra i quattro tapiri viventi e si distingue per la sua conformazione robusta, il corpo massiccio e le zampe corte ma potenti. Questo animale vive principalmente nelle foreste tropicali umide e nelle zone paludose dell’America meridionale, con un’ampia distribuzione che abbraccia regioni del Brasile, della Bolivia, del Paraguay, dell’Argentina settentrionale e del Perù orientale. Il tapire sudamericano svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi in cui si trova, fungendo da "giardiniere naturale" grazie al suo impatto sulle piante e sulla dispersione dei semi. La sua presenza è indicativa della salute degli habitat naturali, rendendolo un importante indicatore ecologico. Nonostante la sua taglia imponente, è un animale timido e solitario, spesso osservato solo durante il crepuscolo o la notte.
Il nome scientifico Tapirus terrestris deriva dal latino e dall’antica lingua greca. Il termine Tapirus proviene dal greco antico τάπειρος (tápēiros), che si riferiva a un animale simile al tapiro descritto dai naturalisti greci, come Strabone e Plinio il Vecchio. Il nome fu successivamente adottato dalla nomenclatura zoologica moderna per identificare questa specie di mammiferi. L’epiteto specifico terrestris, derivato dal latino, significa “del suolo” o “terrestre”, in contrasto con forme acquatiche o arboree. Questo riferimento sottolinea l’adattamento del tapire sudamericano all’ambiente terrestre, nonostante sia un eccellente nuotatore. La denominazione riflette l’osservazione che questo animale trascorre la maggior parte del tempo sul terreno, muovendosi con sicurezza tra vegetazione fitta e corsi d’acqua. Nella storia della classificazione biologica, Tapirus terrestris fu descritto per la prima volta nel 1789 dal naturalista tedesco Johann Christian Daniel von Schreber, che lo distinse da altre specie di tapiri sulla base delle sue caratteristiche morfologiche e del suo areale geografico. Il nome scientifico ha mantenuto la sua validità fino ai giorni nostri, essendo confermato dalle analisi filogenetiche moderne che confermano la posizione evolutiva di questa specie all’interno del genere Tapirus. Inoltre, il termine terrestris evidenzia una differenza tassonomica rispetto ad altre specie, come Tapirus bairdii (tapire di Baird) o Tapirus pinchaque (tapire andino), che mostrano adattamenti più marcati alle zone montane o costiere.
Il tapire sudamericano è il più grande tra i quattro tapiri viventi, con un corpo robusto, muscoloso e ben proporzionato. Gli esemplari adulti raggiungono una lunghezza compresa tra 2,0 e 2,5 metri, misurati dal naso alla base della coda, mentre l'altezza al garrese varia da 1,1 a 1,3 metri. Il peso medio oscilla tra i 200 e i 300 chilogrammi, con alcuni individui maschi che possono superare i 400 kg, specialmente in condizioni di abbondanza alimentare. Il mantello è generalmente scuro, di colore marrone-nerastro o grigio-nero, con sfumature più chiare sul ventre e sul collo. Un particolare tratto distintivo è la presenza di una striscia bianca o grigia chiara che corre lungo il dorso, visibile soprattutto nei giovani, che tende a svanire con l’età. Le orecchie sono piccole e mobili, utili per captare suoni in ambienti densamente vegetati. Il naso è lungo, flessibile e prensile, dotato di un muso carnoso che può essere usato per afferrare foglie, frutti e rametti. Questo organo sensoriale è altamente sviluppato, permettendo al tapire di discriminare odori e sapori con precisione. Le zampe anteriori hanno quattro dita, quelle posteriori tre, tutte provviste di artigli corti ma forti, ideali per scavare nella terra e affrontare terreni fangosi. Il cranio è robusto, con occhi posti lateralmente, offrendo una visione periferica ampia, utile per rilevare predatori. Il sistema dentario include molari alti e resistente, adatti a triturare vegetazione fibrosa. I canini sono assenti, ma gli incisivi superiori sono modificati per funzionare come lame, utilizzati per tagliare le piante. Il pelo è denso e leggermente ruvido, con una buona protezione contro umidità e insetti. La coda è corta e termina con una massa di peli più lunghi, spesso usata per scacciare zanzare e altri insetti parassiti.
Il tapire sudamericano possiede una serie di adattamenti fisiologici e comportamentali che gli consentono di prosperare in ambienti tropicali umidi e difficili. Uno dei suoi tratti più significativi è la capacità di nuotare e immergersi in acqua per ore, un comportamento che serve sia per sfuggire ai predatori che per regolare la temperatura corporea. Il suo corpo è idrodinamico, con polmoni grandi e una circolazione sanguigna efficiente che supporta attività prolungate sott’acqua. Ha un metabolismo relativamente lento, tipico dei grandi erbivori, che gli consente di sopravvivere con un apporto calorico minore rispetto a mammiferi di taglia simile. Il sistema digestivo è a fermentazione intestinale, con un grosso stomaco e un colon esteso, dove batteri simbiotici degradano la cellulosa contenuta nella vegetazione. Questo processo richiede molto tempo, motivo per cui il tapire mangia frequentemente durante il giorno e la notte, accumulando cibo in quantità ridotte ma ripetute. Il sistema nervoso è sviluppato per la percezione acuta del rumore e del movimento; i grandi orecchi mobili permettono di localizzare suoni direzionalmente, essenziale in ambienti bui e fitti. Il senso dell’olfatto è straordinariamente acuto, tanto da permettere all’animale di riconoscere individui, segnalare territori e individuare fonti di cibo a distanza. Il tapire è anche capace di emettere vocalizzazioni diverse, tra cui grugniti, pigolii e fischi, utilizzati per comunicare con i conspecifici, specialmente durante la stagione riproduttiva. La sua pelle è spessa e resistente, con una buona tolleranza agli agenti atmosferici e agli insetti, anche se è vulnerabile alle punture di zanzare e mosche. Il sistema immunitario è robusto, con una notevole resistenza alle malattie endemiche delle foreste tropicali. Durante i periodi di stress o carestia, il tapire può entrare in uno stato di torpore fisiologico leggero, riducendo il consumo energetico. Inoltre, ha un ciclo di vita lungo, con una speranza di vita media di circa 25-30 anni in libertà, e fino a 35 anni in cattività. Il suo sistema endocrino regola l’attività riproduttiva secondo i cicli stagionali, con una maggiore intensità durante la stagione delle piogge quando la disponibilità di cibo aumenta.
Il tapire sudamericano ha un’ampia distribuzione nell’America meridionale, coprendo una vasta area che si estende da parte del Brasile centro-orientale, attraverso il Paraguay e la Bolivia nord-occidentale, fino all’Argentina settentrionale e al Perù orientale. Il suo areale principale si concentra nelle regioni della foresta amazzonica, nelle savane umide del Pantanal, nei boschi pluviali del Chaco e lungo i bacini fluviali delle Ande orientali. In Brasile, è presente in stati come Mato Grosso, Rondônia, Acre, Amazonas, Pará, Maranhão, Minas Gerais e Goiás, con popolazioni più stabili nel bacino dell’Amazzonia centrale e settentrionale. Nel Paraguay, è presente in zone come la Reserva Natural del Cerro Corá e il Chaco Paraguayo, mentre in Bolivia si trova principalmente nel departamento Santa Cruz e nel Beni. In Argentina, la sua presenza è limitata alle province di Formosa, Salta e Jujuy, in aree con clima tropicale o subtropicale. Nel Perù, si osserva nel dipartimento di Madre de Dios e nella regione di Puno. Nonostante la sua diffusione storica, la specie è stata recentemente scomparsa da alcune aree precedentemente occupate, come parti del Rio Grande do Sul in Brasile, a causa della deforestazione e della frammentazione degli habitat. Il tapire sudamericano non è presente in regioni montane elevate o aride, poiché richiede un ambiente umido e ricco di vegetazione. La sua distribuzione è influenzata da fattori come la disponibilità di acqua dolce, la qualità del suolo e la presenza di corridoi ecologici che collegano le popolazioni isolate. Attualmente, si stima che la specie sia presente in oltre 60 aree protette in tutta la sua gamma, anche se molte di queste non sono sufficientemente gestite per garantire la sua conservazione a lungo termine.
Il tapire sudamericano vive in una varietà di ecosistemi tropicali e subtropicali, tutti caratterizzati da alta umidità, precipitazioni abbondanti e vegetazione rigogliosa. I suoi Habitat principali includono la foresta pluviale amazzonica, dove predilige le zone di transizione tra foresta densa e aree più aperte, come le selve di margine e i boschi di ripa lungo i fiumi. È altresì comune nelle savane umide del Pantanal, un’area di swamps e praterie alluvionali che si estende tra Brasile, Bolivia e Paraguay, dove l’acqua è presente per gran parte dell’anno. Inoltre, si trova nei boschi tropicali secchi del Chaco, in particolare nelle regioni del Paraguay e della Bolivia, dove predilige le zone vicino ai corsi d’acqua e ai boschetti di alberi decidui. Il tapire è particolarmente attivo in aree con accesso a sorgenti, fiumi, laghi e paludi, poiché necessita di acqua per bere, nuotare e mantenere la temperatura corporea. Predilige terreni con suoli morbidi e fangosi, che facilitano il movimento e la ricerca di radici e tuberi. Evita le zone con elevata esposizione solare diretta e i terreni rocciosi o aridi. La sua presenza è associata a una vegetazione ricca di arbusti, liane, frutti e foglie commestibili, come quelle di Cecropia, Ficus, Solanum e Pseudobombax. Il tapire contribuisce attivamente alla dinamica degli ecosistemi, creando sentieri naturali che facilitano il passaggio di altri animali e promuovendo la germinazione di semi tramite il loro intestino. La sua presenza è indicativa di ecosistemi integri e ben funzionanti, poiché richiede una rete complessa di risorse naturali e corridoi ecologici. Tuttavia, la perdita di habitat, la frammentazione e l’urbanizzazione stanno riducendo progressivamente le aree idonee per la sua sopravvivenza, specialmente in regioni soggette a deforestazione illegale e agricoltura intensiva.
Il tapire sudamericano è un animale prevalentemente solitario, con un comportamento territoriale e ritmato secondo cicli giornalieri e stagionali. È principalmente notturno, ma può essere attivo anche durante il giorno, specialmente in aree remote o protette dove la presenza umana è scarsa. Le sue attività principali – alimentazione, locomozione e riposo – seguono un modello di crepuscolare e notturno, con picchi di attività al tramonto e all’alba. Durante il giorno, si nasconde in cavità di alberi caduti, in folte macchie di vegetazione o in pozze d’acqua per evitare il caldo e i predatori. È un animale territorialmente difensivo, ma senza aggressività ostentata; invece, utilizza segni olfattivi per marcare il proprio dominio. Le feromoni vengono depositati attraverso urine, feci e ghiandole specializzate presenti sotto la coda e intorno alla bocca. Ogni individuo mantiene un'area personale di circa 1-3 km², che può sovrapporsi a quella di altri, ma raramente si incontrano. I contatti tra individui avvengono principalmente durante la stagione riproduttiva o in prossimità di fonti d’acqua. Il tapire è un eccellente nuotatore e talvolta passa ore intere nell’acqua, utilizzando la corrente per trasportarsi tra aree distanti. Cammina con passo regolare e ponderato, usando le zampe anteriori per spostare rami e foglie e le posteriori per avanzare su terreni fangosi. È un animale silenzioso, ma può emettere grugniti, fischi o mugolii per comunicare, specialmente tra madre e cucciolo. Durante la migrazione stagionale o la ricerca di cibo, può viaggiare fino a 10 km al giorno, lasciando tracce evidenti nel terreno. Non costruisce nidi né rifugi, ma si ripara in cavità naturali o in aree protette da vegetazione. Il suo comportamento è influenzato dal clima: durante le piogge, aumenta l’attività, mentre nei periodi secchi tende a rimanere più a lungo in acqua o in ombra.
La riproduzione del tapire sudamericano è un processo lento e altamente stagionale, con un ciclo vitale che si svolge in maniera regolare ma con intervalli lunghi tra i partorimenti. La stagione riproduttiva coincide tipicamente con la fine della stagione delle piogge, tra aprile e luglio, quando la disponibilità di cibo è massima. La gestazione dura circa 13 mesi, uno dei periodi più lunghi tra i mammiferi terrestri, con una durata media di 390-410 giorni. Durante questo periodo, la femmina sviluppa un singolo cucciolo, che nasce completamente sveglio e in grado di camminare entro poche ore. Il neonato pesa tra i 6 e i 10 kg al momento del parto e presenta un mantello striato di colori chiari, che scompare gradualmente nei primi mesi di vita. La madre allatta il cucciolo per circa 12-18 mesi, durante i quali lo accompagna costantemente, insegnandogli a nutrirsi, navigare in acqua e riconoscere i pericoli. Il cucciolo raggiunge la maturità sessuale tra i 3 e i 4 anni, anche se in cattività può riprodursi già a 2 anni. La femmina ha un intervallo riproduttivo medio di 2-3 anni, a seconda delle condizioni ambientali e della disponibilità di risorse. Il maschio non partecipa alla cura del cucciolo, ma può essere coinvolto in conflitti territoriali con altri maschi durante la stagione degli accoppiamenti. La mortalità infantile è relativamente alta, con una percentuale stimata tra il 20% e il 40%, dovuta a predazione, malnutrizione o incidenti. In cattività, la longevità media è di 25-30 anni, ma in natura può arrivare a 35 anni. La riproduzione è influenzata da fattori come la densità della popolazione, la qualità dell’habitat e la pressione antropica. Le popolazioni isolate mostrano una bassa variabilità genetica, aumentando il rischio di inbreeding e riducendo la resilienza agli stress ambientali.
Il tapire sudamericano è un erbivoro specializzato, con una dieta variegata e altamente selettiva che include oltre 100 specie vegetali diverse. Il suo regime alimentare è basato principalmente su foglie, frutti, gemme, corteccia, rami e tuberi, scelti con grande attenzione per il contenuto nutrizionale e la facilità di digestione. Tra le specie preferite ci sono Cecropia, Ficus, Solanum, Inga, Mauritia flexuosa (palma del buriti) e Dipteryx odorata (cumaru). Utilizza il suo naso prensile per selezionare i migliori bocconi, spezzando rami e strappando foglie con precisione. Consuma anche semi e frutti che passano intatti attraverso il suo apparato digerente, contribuendo così alla dispersione di semi in aree distanti. Questo comportamento lo rende un importante agente di dispersione di semi, cruciale per la rigenerazione della foresta. Il tapire è particolarmente attivo durante il crepuscolo e la notte, quando cerca cibo in zone di transizione tra foresta e prateria. Beve acqua regolarmente, spesso in grandi quantità, e può trattenersi in acqua per ore, consumando vegetazione sommersa o galleggiante. Il suo sistema digestivo è adattato a processi di fermentazione intestinale lenta, che richiede tempi lunghi per ottenere energia dai materiali fibrosi. Non mangia mai carne, e non ha bisogno di acqua salata o minerali aggiunti, poiché ottiene tutti i nutrienti necessari dal cibo vegetale. Durante la stagione secca, quando la vegetazione è meno abbondante, può ridurre l’attività alimentare e cercare fonti alternative, come radici e tuberi profondi. La sua dieta è influenzata dal cambiamento climatico e dalla frammentazione degli habitat, che riducono la diversità delle piante disponibili. In alcune aree, il tapire è stato osservato mangiare anche ortaggi coltivati, causando conflitti con gli agricoltori, ma questo comportamento è raro e limitato a zone periferiche.
Il tapire sudamericano svolge un ruolo ecologico fondamentale negli ecosistemi in cui vive, fungendo da "ingegnere ecologico" e "dispersore di semi". Grazie alla sua dieta selezionata e al consumo di grandi quantità di vegetazione, modifica la struttura della foresta, aprendo sentieri naturali che facilitano il movimento di altri animali e migliorano la penetrazione della luce. Questi percorsi, spesso chiamati "sentieri di tapiri", diventano corridoi vitali per specie come guaccheri, cinghiali selvatici e uccelli. Inoltre, il suo ruolo nella dispersione di semi è cruciale per la biodiversità: molti semi passano indenni attraverso il suo intestino, venendo depositati in nuove aree con una buona probabilità di germinazione. Studi hanno dimostrato che il tapire disperde semi di oltre 40 specie di alberi, inclusi alcuni con valore economico come il cumaru e il buriti. La sua presenza è quindi un indicatore di ecosistemi sani e funzionali. Dal punto di vista pratico, il tapire è un elemento chiave per la conservazione della biodiversità e per la gestione sostenibile delle foreste tropicali. Inoltre, è un importante attrattore turistico per i safari naturalistici in regioni come il Pantanal e l’Amazzonia, contribuendo all’economia locale. In ambito scientifico, studi sul suo comportamento, fisiologia e genetica offrono informazioni preziose sulla storia evolutiva dei mammiferi e sulle dinamiche degli ecosistemi tropicali. Nonostante non abbia un uso diretto nell’agricoltura o nell’industria, il suo valore intrinseco come specie chiave è riconosciuto a livello globale. La sua scomparsa avrebbe conseguenze irreversibili sugli equilibri ecologici delle foreste umide, rendendolo una priorità per le politiche di conservazione.
Il tapire sudamericano è classificato come "Vulnerabile" (VU) dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), a causa della continua perdita di Habitat, della frammentazione degli ecosistemi e della pressione antropica. I principali minacce includono la deforestazione illegale, l’espansione dell’agricoltura industriale (soprattutto soia e bestiame), la costruzione di infrastrutture (strade, dighe, oleodotti) e l’urbanizzazione. Inoltre, la caccia illegale, anche se ridotta rispetto al passato, persiste in alcune aree, specialmente per il consumo di carne o per il commercio di prodotti naturali. Il cambiamento climatico sta alterando i cicli delle piogge e aumentando la frequenza di eventi estremi, riducendo la disponibilità di cibo e acqua. Le popolazioni isolate sono a rischio di inbreeding e perdita di geneticità, compromettendo la loro capacità di adattarsi. Per contrastare questi rischi, sono state istituite numerose aree protette, come il Parco Nazionale del Pantanal, il Parco Nacional del Manú in Perù e la Riserva Biosfera del Chaco in Paraguay. Programmi di monitoraggio, telecamere-trappola e studio genetico sono utilizzati per seguire le popolazioni e valutare la loro salute. Organizzazioni come WWF, Fundación Vida Silvestre Argentina e Instituto Mamirauá lavorano in collaborazione con governi e comunità locali per promuovere la conservazione. Inoltre, si stanno sviluppando corridoi ecologici per collegare le popolazioni isolate e favorire la migrazione. La sensibilizzazione pubblica e l’educazione ambientale giocano un ruolo cruciale nel ridurre i conflitti con gli agricoltori e nel promuovere modelli di sviluppo sostenibile. Nonostante questi sforzi, la protezione effettiva rimane insufficiente in molte regioni, e la specie continua a declinare.
Il tapire sudamericano raramente entra in conflitto diretto con gli esseri umani, poiché è un animale timido, solitario e generalmente evita le aree abitate. Tuttavia, in aree periferiche o in zone di frontiera tra foreste e coltivazioni, può occasionalmente danneggiare colture di mais, patate o ortaggi, specialmente durante la stagione secca quando la vegetazione naturale è scarsa. Questi episodi sono rari e localizzati, ma possono portare a tensioni con agricoltori che vedono il tapire come un predatore di raccolti. In tali casi, le autorità competenti raccomandano soluzioni non letali, come barriere vive, recinti protettivi o programmi di compensazione. Il tapire non rappresenta un pericolo diretto per la sicurezza umana: non è aggressivo, non attacca senza provocazione e non ha armi naturali per ferire. In caso di incontro, è sufficiente mantenere una distanza rispettosa e non cercare di avvicinarsi o toccarlo. Le persone che si trovano in aree di contatto con il tapire devono evitare di disturbare i suoi percorsi, di fare rumori improvvisi o di lanciare oggetti. In generale, il tapire è considerato un simbolo di natura intatta e un bene comune per le comunità locali. Le interazioni positive, come il turismo ecologico e la partecipazione a progetti di conservazione, sono sempre più diffuse. Le autorità locali e le ONG promuovono l’educazione ambientale per far comprendere il valore del tapire e incoraggiare la convivenza pacifica. La presenza di questo animale in aree protette o in territori tradizionali è spesso vista come un segno di rispetto per la cultura indigena e la biodiversità locale.
Il tapire sudamericano ha una presenza storica e culturale significativa nelle tradizioni indigene dell’America meridionale. Per molte popolazioni native, come i Guarani, i Asháninka e i Yanomami, il tapire è un simbolo di forza, saggezza e connessione con la natura. Alcuni miti lo descrivono come un creatore o un custode della foresta, capace di guidare gli uomini verso la giusta via. In alcune culture, il tapire è associato al ciclo delle piogge e alla fertilità della terra, e viene venerato durante cerimonie agricole. Gli artefatti precolombiani, come ceramiche e pitture rupestri, mostrano rappresentazioni del tapire, spesso stilizzate ma riconoscibili. Nel folklore regionale, il tapire è spesso descritto come un animale misterioso, che appare solo di notte e lascia impronte gigantesche. In epoca coloniale, i conquistadores lo osservarono con curiosità, confondendolo con un tipo di asino o bufalo, ma senza attribuirgli un valore spirituale. Oggi, il tapire è diventato un emblema della biodiversità amazzonica e del Patrimonio Naturale dell’umanità. È rappresentato in opere d’arte, cartoline, loghi di ONG e manifesti educativi. In Brasile, è stato proposto come simbolo nazionale della conservazione, insieme a specie come il bradipo e il giaguaro. La sua figura è presente anche in testi scolastici e programmi televisivi dedicati alla natura, contribuendo a formare una coscienza ecologica tra le nuove generazioni.
Il tapire sudamericano è protetto da leggi nazionali e internazionali in quasi tutti i paesi dove vive. In Brasile, è classificato come "Minacciato" (VU) e la caccia è vietata dal Decreto Legislativo 2.161/1992 e dal Codice Ambientale. In Bolivia, è protetto dal Decreto Supremo 22579 e fa parte del programma di conservazione della fauna. In Paraguay, è incluso nella Lista di Specie en Peligro e la caccia è punibile con sanzioni penali. In Argentina, è protetto dal Decreto 1143/2000 e fa parte del Piano Nacional de Conservación de la Fauna. A livello internazionale, il tapire sudamericano è incluso nella CITES (Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione) nella Appendice I, che proibisce ogni forma di commercio internazionale di esemplari vivi o morti, compresi parti o prodotti derivati. Anche se la caccia commerciale è ormai rara, rimane un problema in alcune aree remote, dove la legislazione è poco applicata. Le autorità competenti si impegnano a combattere il bracconaggio attraverso pattugliamenti, controllo dei mercati illegali e collaborazione con le comunità locali. Inoltre, sono in corso campagne di sensibilizzazione per ridurre la domanda di carne di tapiro e promuovere alternative sostenibili. La protezione legale è fondamentale per garantire la sopravvivenza della specie, ma la sua efficacia dipende dalla capacità di implementare e far rispettare le normative sul campo.
Il tapire sudamericano possiede alcune caratteristiche sorprendenti e poco note. Ad esempio, è uno dei pochi mammiferi che può nuotare per ore senza affaticarsi, grazie a un’efficienza respiratoria eccezionale e a un corpo aerodinamico. Ha un sistema di comunicazione olfattiva altamente sviluppato: usa le urine e le feci per marcare il territorio e stabilire relazioni sociali. È in grado di emettere suoni che sembrano fischi o mugolii, utilizzati per chiamare i cuccioli o avvertire altri tapiri. Una curiosità interessante è che il suo naso prensile è formato da un’ansa muscolare che può muoversi in modo indipendente, permettendogli di afferrare oggetti piccoli con precisione. Inoltre, il tapire ha un’ottima memoria spaziale e riesce a ricordare percorsi complessi attraverso la foresta, anche dopo anni. Durante la stagione delle piogge, può attraversare fiumi larghi e veloci, utilizzando la corrente per muoversi più velocemente. È un animale estremamente sensibile all’odore e può riconoscere individui familiari anche a distanza. Nonostante la sua taglia, è sorprendentemente agile nei terreni fangosi e può arrampicarsi su pendii ripidi. Infine, il tapire è un vero "super-passerotto" per i semi: un singolo individuo può disperso migliaia di semi al giorno, contribuendo a rigenerare la foresta in modo significativo.
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Pubblicato: 2 luglio 14:51

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